La mattina quando vado al lavoro mi capita di incontrare sul pullman il poeta Luca Barachetti dato che siamo sulla stessa tratta. Quando metto piede sull’autobus non è raro che lo trovi immerso in una delle sue performance – "gag" le definisce lui. Per darvi un’idea può capitare che si alzi in piedi sul sedile e si metta a urlare – a chiedere insomma – se per caso qualcuno della marmaglia pendolarista abbia idea di essere vivo – “anche mezza” – o se tutto quanto abbia il mefitico sapore della “peperonata”. Oooh il Maestro Barachetti! Memorabile la volta che i miei occhi lo videro allestire tra una fermata o l’altra il coro dei passeggeri, aprire le danze, e far cantare a tutti la canzoncina del ballo del qua qua in un crescendo via via più stridulo e veloce, stonato proprio, che finì per mandare in tilt i riflessi dell’autista e sfiorare una tragedia inenarrabile evitata infine per (
continua...)